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1. i Mazzarelli | Mazzarelli
Mazzarelli, un piccolo borgo costituito da tre insediamenti, si trova in direzione Bosio.
Qui Maria trascorre i primi anni della sua vita in un contesto familiare aperto: fratelli, sorelle, la nonna paterna e due zii con le rispettive famiglie.
I genitori, Maddalena e Giuseppe, sono solleciti dell’educazione dei figli.
Dal padre Maria impara a vivere il lavoro in una visione cristiana della vita, dando a ogni occupazione il suo vero significato, non sottraendo mai la preghiera al lavoro giornaliero e santificando con amore le feste.
Lavorando i campi nel silenzio, impara a vivere alla presenza di Dio, a contemplare la sua azione nella natura amandolo nelle sue creature, comprende la necessità di rispettare i ritmi delle stagioni mettendosi alla scuola sapiente della natura, metafora preziosa del lavoro educativo fatto di attesa paziente, di lavoro silenzioso, umile e perseverante.
Dio è per lei una presenza reale, personale, operativa: il rapporto con Lui è semplice, improntato a confidenza, Maria è convinta che si possa e si debba parlare molto con Lui e che si possa fare anche nel dialetto del proprio paese.
Mazzerelli community is a small suburb consisting of three areas situated in the direction of Bosio. Here Maria Mazzarello passes her first years of life in the circle of the family: brothers, sisters, paternal grandmother and two uncles with their families.
The parents, Maddalena and Giuseppe, are devoted to the education of their children.
From her father, Maria learns to work, applying the Christian approach in life, placing importance on any activity, without disregarding prayer and keeping of the feasts with love.
Working quietly in the fields, she would improve on living in the presence of God, contemplating her actions while in nature and loving its creatures. She perceives the necessity to respect the rhythm of the seasons, turning to wise school of nature, precious metaphor related to educational work performed in patient expectation, the work silent, humble and persevering.
God embodies for her a real presence, personal and acting: the relationship with Him is simple, marked by confidence. Maria is convinced that it is possible and essential to speak a lot with Him and that it is also possible to do so speaking the dialect of your community.
2. il Santuario dei Mazzarelli | Mazzarelli Sanctuary
Il santuario, costruito con il contributo delle ex allieve di 57 nazioni in occasione del centenario dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è consacrato nel 1972 da Monsignore Dell’Omo, vescovo di Acqui Terme. Si presenta in un unico blocco, luminoso e semplice nelle linee architettoniche. Il frontone del santuario è dominato dalla statua della Santa che accoglie i pellegrini. L’interno è anch’esso sobrio ed essenziale. Particolare attenzione merita il Tabernacolo, dietro il quale appare un quadro di Caffaro Rore che rappresenta la gloria di Maria Mazzarello, dipinto in cui la Santa, sorretta dagli angeli, si protende verso la Vergine. Sotto l’altare è conservata una reliquia di Maria. Accanto al santuario, sulla destra si erge il centro di spiritualità, realizzato negli anni ’60 e ’70 del 1900 che offre accoglienza agli esercizi spirituali.
The sanctuary, built with the help of contributions made by “Ex Allieve” (ex-students of Maria Ausiliatrice Daughters Association) representing 57 nations, on the occasion of the centenary of the Institute of the Daughters of Maria Ausiliatrice, was consecrated in 1972 by Monsignor Dell’Omo, bishop from Acqui Terme. It is presented in the form of one building, luminous and simple in its architectural lines. The pediment of the sanctuary is dominated by the statue of the Saint who welcomes the pilgrims. The interior is also sober and simple. Special attention needs to be given to the Tabernacle, behind which can be seen the picture by Caffaro Rore which represents the glory of Maria Mazzarello, where the Saint is painted as being supported by angels, stretching out to the Virgin Mary. Under the altar is a preserved relic of Maria.  To the right of the sanctuary is the spiritual centre, constructed during the 1960s and 1970s, which provides a place for spiritual practices.
3. la casa natia | ancestral home
La casa dove Maria nasce è una costruzione in pietra, modesta e dignitosa; oggi si trova all’interno della recinzione del centro di spiritualità. Qui Maria abita fino al 1850, quando si trasferisce nella cascina Valponasca. La casa, oltre ad ospitare la famiglia della Santa, accoglie anche le numerose famiglie di due fratelli del padre. L’edificio, oggetto di un profondo restauro a partire dal 1996, si presenta su due livelli, con una piccola cucina al piano terra e con un pozzo interno.
The house where Maria was born is made of stone, modest and decent. Today, it is situated within the fence of the spiritual centre. Here, Maria lives up to 1850, when she moves to farmstead of Valponasca. The house, apart from being the home for the family of the Saint, serves also as the home for the large families of Maria‘s two uncles on her father‘s side. The building, which has undergone renovation since 1996, is presented consisting of two levels, with a small kitchen on the first floor and with an internal well. 
4. la chiesetta di San Lorenzo | churchlet of San Lorenzo
L’edificio, dedicato a Maria Ausiliatrice e ai Santi Stefano e Lorenzo in ringraziamento per la protezione avuta durante la grave epidemia di colera del 1835, si trova a poca distanza dal Santuario.
Si presenta come una costruzione semplice, con una sola navata; benedetta il 24 maggio 1843, viene edificata dalla popolazione dei Mazzarelli per onorare la Madonna.
La chiesetta, costruita con poveri mezzi di fortuna e pochi denari, crolla dopo alcuni decenni e rimane in piedi soltanto l’abside con la sua volta ad arco.
Soltanto nel 1964, in occasione del centenario del primo incontro tra la Santa e Don Bosco e grazie all’aiuto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la chiesetta è ricostruita e riportata alle dimensioni primitive. Il 10 agosto è qui celebrato San Lorenzo con una funzione religiosa e una serata di festa.
The building, devoted to Maria Ausialiatrice and Saint Stephen and Lorenzo in acknowledgement of protection provided during noisome pestilence in 1835, can be found not far from the Sanctuary. It looks like a simple construction with only one nave, and was consecrated on May 24, 1843, constructed by the population of Mazzarelli to honor Madonna.
The Churchlet, built with the use of few working tools and little money, is falling to decay after several decades and only the apse with its coffer remains standing.
Only in 1964, on occasion of the centenary of the first encounter between the Saint and Don Bosco and by courtesy of the Daughters of Maria Ausiliatrice, the churchlet is renovated and restored to its original size. Annually on August 10th, Saint Lorenzo Day is celebrated here with a religious service and festive evening.
5. Valponasca | Valponasca
 
Valponasca è una cascina che si trova nella strada che conduce a Parodi Ligure, poco prima della frazione Cadegualchi; qui Maria trascorre l’adolescenza (dagli 11 ai 21 anni, 1848/1858).
Per Maria questo è un tempo intenso di scuola di vita, la sua fanciullezza è profondamente segnata dal cammino di maturazione umana e cristiana.
È la fase della personalizzazione della fede che pone le fondamenta del suo edificio spirituale.
Sotto la guida di Don Pestarino, abile direttore spirituale di Maria, inizia un periodo segnato da un intenso lavoro sul carattere che le permette di costatare i suoi limiti e imperfezioni senza indulgere allo scoraggiamento.
Don Pestarino coglie la sensibilità e la rettitudine del cuore di Maria, il suo lo spirito di sacrificio e la sua ferma volontà offrendo alla giovane le proposte spirituali di cui ha bisogno.
Pur nel rispetto dei ritmi e senza precipitazione, egli è deciso, fermo ed esigente. Sa di avere a che fare con una giovane dal temperamento forte e tenace, che richiede altrettanta determinazione formativa.
Valponasca is a farmstead situated on the way to Parodi Ligure, shortly before the hamlet Cadegualchi. Here Maria passes her adolescence (from the age of 11 to 21, 1848/1858).
For Maria this time is the period hard knocks, her childhood is deeply marked by the path of human and Christian maturity.
This is the period of personalization of her faith, which lays the foundation of her spiritual framework.
Under the guidance of Don Pestarino, Maria’s shrewd spiritual leader, begins the period of intense work on character, which lets her observe the boundaries and imperfections without indulging in discouragement.
Don Pestarino takes notice of the sensitivity and rectitude in the heart of Maria, her spirit of sacrifice and her strong will, offering to the young girl spiritual suggestions of which she is in need.
Even though he is respectful of the rhythms and without haste, he is determined, firm and demanding. He is aware of how to deal with a young person possessing strong and firm character, who requires for as much as formative decisions. 
6. la Parrocchia | the Parish Church
La parrocchia è centrale nella vita e nell’itinerario spirituale di Maria. Essa è, infatti, il luogo della sua nascita alla vita cristiana (qui è battezzata il 9 maggio 1837), ma è anche la culla della sua fede, alimentata dai sacramenti dell’Eucarestia, ricevuta nel 1850 e della Riconciliazione alla quale si associa il ministero di direzione spirituale di Don Pestarino nei suoi confronti.
Maria vive trentacinque dei suoi quarantaquattro anni, profondamente inserita nella comunità ecclesiale del paese, dalla quale tutto riceve e alla quale tutto dona, collaborando alla vita della comunità parrocchiale con apertura di mente e spirito.
La Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Silvestro e a San Nicola da Tolentino, è aperta al culto nel 1602. Essa si presenta oggi in stile composito. L’interno è ricco di dipinti.  Oltre all’altare maggiore in marmo di Carrara, è da segnalare il fonte battesimale dove è battezzata Santa Maria Mazzarello (1900, scultore toscano Bacci di Serravezza); esso si presenta di forma ottagonale, in marmo bianco, con gli emblemi degli evangelisti e con la statua di San Giovannino ed è sormontato dall’antico quadro che rappresenta il Battesimo di Gesù al Giordano.
The parish church is central to Maria’s life and spiritual journey. It is indeed the place of her birth to Christian life (here she was baptized on May 9, 1837), and it is also the cradle of her faith, fueled by the sacraments of Eucharist, received in 1850, and reconciliation to which is associated the ministry of Don Pestarino towards her.
Maria lives thirty-five out of her forty-four years of life deeply involved in the ecclesial community of her land, from which she receives everything and to which she gives everything, collaborating in the life of the parish community with an open mind and spirit.
The parish church, dedicated to San Silvestro and San Nicola from Tolentino, is open to worship in 1602. Today it is represented in a composite style. The interior is full of paintings. Apart from the great altar, made from the marble from Carrara, it is worth mentioning the baptismal font where Maria Mazzarello is baptized (1900, Tuscan sculptor Bacci from Serravezza); it is of octagonal shape, of white marble, with the emblems of the evangelists and with the statue of San Giovannino, and above it there is the ancient painting, depicting the Baptism of Jesus in the Jordan river.   
7. la casa di Valgelata | via Valgelata house
Qui, nel 1858, si trasferisce la famiglia Mazzarello dalla Valponasca.
Maria vive in questa modesta abitazione dai 21 ai 30 anni ed è proprio qui che trascorre il periodo della malattia del tifo. Per due mesi combatte tra la vita e la morte. Ne esce guarita, ma prostrata di forze.
Here, in 1858, the Mazzarello family moved from Valponasca. Maria lives in this modest accommodation from 21 to 30 years old and here she lives through the period of typhus disease. For two months she fights between life and death. She recovers from it, but feels severely exhausted.
8. la casa della maestra Angela Maccagno | the house of teacher Angela Maccagno
In questa abitazione si tenevano le prime riunioni delle Figlie dell’Immacolata.
The first reunions of the The Daughters of the Immaculate Conception took place in this house.
9. la casa del Sarto | Dressmaker’s house
In questa casa, Maria insieme alla sua amica Petronilla, nel 1861 comincia ad imparare il mestiere di sarta dal signor Valentino Campi. 
Maria, capendo che il lavoro della campagna non è più per lei, scopre pian piano il progetto di Dio che la porta a prendersi cura dell’educazione delle ragazze.
In this house Maria together with her friend Petronilla in 1861 began to learn the craft of sewing, taught by Mr. Valentino Campi.
Maria, realizing that the work in the fields is no longer for her, discovers little by little the plan of God that takes her to take care of girls’ education.
10. il laboratorio di Maria e Petronilla | the laboratory of Maria and Petronilla
L’idea del laboratorio prende vita in Maria durante la convalescenza dalla malattia del tifo e si realizza  nel 1862 nella casa di Teresa Pampuro, una delle prime delle Figlie dell’Immacolata in seguito, Figlie di Maria Ausiliatrice. Nel 1864, quando Don Bosco si reca a Mornese, Maria e Petronilla non solo dirigono sapientemente il laboratorio, ma hanno aperto anche l’oratorio festivo e diverse attività per favorire la crescita umana e cristiana delle ragazze di Mornese. L’ispirazione essenziale, che sin dall’inizio anima la sua missione, è espressa dalla stessa Maria in un incontro con l’amica: «Accetteremo qualche ragazza che vorrà imparare a cucire e le insegneremo, col fine principale però, ricordiamolo bene, di toglierla dai pericoli, di farla buona e specialmente di insegnarle a conoscere e amare il Signore». Con la dolcezza, l’affabilità, il rispetto per le ragazze da un lato, e la fermezza e l’autorevolezza dall’altro, Maria applica un metodo in perfetta sintonia con il Sistema Preventivo di Don Bosco.
The idea of laboratory comes to life during Maria’s convalescence of typhus disease and is carried out in 1862 in the house of Teresa Pampuro, one of the first Daughters of the Immaculate Conception, later on the Daughters of Maria Ausiliatrice. In 1864, when Don Bosco went to Mornese, Maria and Petronilla did not only skillfully manage the laboratory, but also opened the festive oratory and started various activities to promote human and Christian growth of the girls from Mornese. The essential inspiration, that from the very beginning animates her mission, is expressed by Maria during her meeting with her friend: “We will accept any girl who is willing to learn sewing and will teach her, but the main purpose, let’s remember it well, is to take them away from danger, teach them good things and especially to know and love God”. With gentleness, affability and respect for the girls on the one hand and firmness and authority on the other Maria applies this method in perfect harmony with the Preventive System of Don Bosco.  
11. casa Bodrato | Bodrato house
Iniziano qui le prime attività di accoglienza dell’infanzia. Questa abitazione, situata di fronte al laboratorio, viene infatti affittata da Maria e Petronilla per ospitare le figliolette di un commerciante vedovo, prende così l’avvio il progetto di casa-famiglia.
Here begin the first activities related to receiving little girls. This house, situated in front of the laboratory, is rented by Maria and Petronilla in order to accommodate the little daughters of a widow tradesman, thus getting under way a home-family project.
12. il Sentiero degli Orti | the Gardens path
Durante la convalescenza, Maria avverte la prima chiamata alla missione educativa e la svela all'amica Petronilla in un incontro avvenuto proprio in questo sentiero. «Senti, Petronilla, a me pare proprio che il Signore voglia che noi due ci occupiamo delle ragazze di Mornese. Guarda: tu non hai forza e non puoi andare in campana; io, dopo la malattia, non posso più. Tutte e due sentiamo vivo il desiderio di salvare l'anima nostra facendo del bene alle giovanette. Non ti pare che, se sapessimo cucire, potremmo riuscirvi? Io ho deciso di imparare a fare la sarta. Vieni anche tu con me».
During the convalescence Maria had her first call to the education mission and she reveals it to her friend Petronilla in a meeting that took place on this path. “Listen, Petronilla, it seems to me that God wants us two to take care of the girls of Mornese. Look: you don’t have the strength and cannot go to work in the fields; I, after the disease, cannot do that any longer. Both of us feel the desire to save our souls by doing good to young people. Don’t you think that, if we would know how to sew, we could succeed? I have taken the decision to learn the craft of sewing. Come with me too”.
13. l'oratorio | oratory
L’oratorio festivo nel cortile del fratello di Angela Maccagno è già operativo nel 1864 quando Don Bosco si reca a Mornese. L’impegno di avvicinarsi a Gesù e di farlo conoscere segna tutte le tappe del cammino di Maria: «Condurre tante anime a Gesù» è lo scopo della sua missione di educatrice e di formatrice.
 Le fonti documentano la finalità ed il contenuto dell’accompagnamento formativo: esso si pone come mediazione che orienta e favorisce l’incontro con il Signore Gesù per aiutare i giovani ad accedere ad una dimensione interiore nuova e più profonda.
Maria può dire di voler vivere e operare «affinché Cristo sia formato in voi». Per lei è comunicare in semplicità e gioia il tesoro che ha ricevuto e di cui vive, cioè l’esperienza del conoscere e amare Gesù. è un guidare alla sorgente.
The festive oratory in the courtyard of Angela Maccagno’s brother is already in operation in 1864 when Don Bosco goes to Mornese. The commitment to draw near to Jesus and to make Him known marks all the stages of Maria’s journey: “To lead many souls to Jesus” is the purpose of her mission as an educator and a trainer.
The sources document the objective and the contents of formative accompaniment: it comes as a mediation which directs and encourages the encounter with the Lord Jesus in order to help young people to gain access to a new and deeper inner perspective.
Maria, one can say, wants to live and work “so that Christ may be in you”. For her to communicate in a simple way is the joy, the treasure which she has received and from which she lives, that is to say the experience of knowing and loving Jesus. It is a guide to the spring.
14. la casa dell'Immacolata | the house of Immaculate Conception
La casa dell’Immacolata, adiacente alla parrocchia, è fatta costruire da Don Pestarino con l’intenzione di cederla alle Figlie dell’Immacolata, perché vi possano abitare insieme. Nell'ottobre 1867 trasloca qui il piccolo mondo di Casa Maccagno e Casa Bodrato.
Le prime Figlie dell'Immacolata ospiti della nuova abitazione sono Maria (che si stacca definitivamente dalla famiglia), Petronilla Mazzarello, Giovanna Ferrettino, Teresa Pampuro.
In questa casa le Figlie dell'Immacolata rimangono fino al momento del passaggio al Collegio, nel maggio 1872. Con la sua fondazione si passa dall’esperienza del gruppo alla comunità religiosa.  Non più dunque il cerchio ristretto delle “amiche”, ma quello più vasto dei rapporti tra sorelle nello spirito di famiglia, una famiglia sempre in crescita. Lo spirito di “santa amicizia” assume nella nuova realtà le caratteristiche proprie della vita comunitaria che Maria instaura ponendosi accanto ad ogni persona come sorella e madre.
The house of Immaculate Conception, adjacent to the parish church, is built by Don Pestarino with the intention of giving it to the Daughters of the Immaculate Conception so that they could live together. In October 1867 here moves the small world of Maccagno House and Bodrato House.
The first Daughters of the Immaculate Conception are the guests of this new accommodation: Maria (who leaves for good her family), Petronilla Mazzarello, Giovanna Ferrettino, Teresa Pampuro.
In this house the Daughters of the Immaculate Conception stay until the moment of transferring to the Boarding School in May 1872. With its foundation it passes from the experience of the group to the religious community. No longer narrow circle of “friends”, but one of wider range of relationship among sisters in family spirit, an ever-growing family. The spirit of “holy friendship” assumes in new reality the characteristics of community life, which Maria establishes being next to each person as a sister and mother.
15. il Collegio | Boarding school
Dopo la lunga malattia del tifo, secondo la tradizione, Maria ha una visione: si vede di fronte ad un gran caseggiato, con tutta l’apparenza esteriore di un collegio per giovinette, mentre una voce le suggerisce “A te le affido”.
Il collegio è costruito nell’arco di pochi anni e, nel 1872 vi si trasferisce Maria con le sue giovani.
Nel cortile si trova un porticato sul cui sfondo è presente un dipinto che ricorda l’incontro di Don Bosco con Madre Mazzarello ed è ancora presente un pozzo che è diventato con il tempo il simbolo della povertà iniziale.
After the long disease of typhus, according to tradition, Maria has a vision: she is found in front of a very large house, with the exterior appearance of a boarding school for youngsters, meanwhile a voice suggests to her “I entrust it to you”.
The boarding school is built within a few years and in 1872 Maria moves there with her youngsters.
In the courtyard there is a portico on the background of which is the painting which depicts the encounter of Don Bosco with Maria Mazzarello and there is still a well which in the course of time has become the symbol of initial poverty.
16. la Santa | the Saint 
Maria Domenica Mazzarello nasce il 9 maggio 1837 a Mornese. La giovane, come i suoi fratelli e sorelle, non frequenta la scuola, ma impara a leggere con l’aiuto del padre.  Nel 1860 il paese è colpito da una grave epidemia di tifo, Maria ne è contagiata e, sebbene guarita, il suo fisico ne risente pesantemente impedendole per sempre di riprendere il lavoro nei campi. Maria decide così, di imparare il mestiere di sarta, in modo da poter aprire un piccolo laboratorio per le ragazze del paese.
L’incontro con Don Bosco nel 1864 è un momento molto importante nella vita di Maria che è già assistita spiritualmente da Don Pestarino.
Il 5 agosto del 1867, Maria e dieci sue compagne fondano l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, consacrandosi a Dio con i voti religiosi e, dopo pochi mesi, inizia a vivere in comunità.
Nel 1879 la Casa Madre è trasferita a Nizza Monferrato dove Madre Mazzarello muore il 14 maggio 1881, all’età di 44 anni. Alla sua morte, l’Istituto conta già 165 suore e 65 novizie sparse in 28 case in Italia,  Francia ed America. Maria è beatificata nel 1938 e canonizzata nel 1951. La festa di Maria Mazzarello ricorre il 13 maggio.
Maria Domenica Mazzarello was born on May 9 in 1837 in Mornese. The girl, as well as her brothers and sisters, doesn’t attend school, but learns to read with her father’s help. In 1860 the land is hit with a severe typhus epidemic, Maria was infected and although healed, her physical health was heavily affected which prevents her from resuming the work in the fields. Maria thus decides to learn the craft of sewing in order to open a small laboratory for the girls of the community. The encounter with Don Bosco in 1864 is a very important moment in Maria’s life, who is already spiritually led by Don Pestarino.
On August 5, 1867, Maria and her ten companions establish the Institute of the Daughters of Maria Ausiliatrice, devoting themselves to God and becoming nuns, and after several months begin to live in the community.
In 1879 the Mother House is moved to Nizza Monferrato where Mother Mazzarello dies on May 14, 1881 at the age of 44. At her death, the Institute counts 165 nuns and 65 novices scattered across 28 houses in Italy, France and America. Maria is beatified in 1938 and is canonized in 1951. The feast of Maria Mazzarello takes place on May 13th.
17. Mornese | Mornese
 
Mornese è un piccolo borgo alle estreme propaggini collinari dell'Alto Monferrato, si eleva a 380 m s.l.m. e conta 713 abitanti.
Il nome deriverebbe da Molanesio rifacendosi al vocabolo latino mulio, mulionis, e indurrebbe ad ipotizzare la sua fondazione da parte di mulattieri genovesi.
Il borgo si sviluppa a partire dal XIII secolo quale centro viario di notevole interesse e, secondo la tradizione, risalirebbe a questo periodo l’edificazione del primo castello.
I secoli a seguire furono caratterizzati una serie di lotte e conflitti in tutto il territorio che comportò numerosi scontri ed avvicendamenti politici.
Nel XIX secolo diede i natali a due grandi interpreti del sentimento religioso, Don Domenico Pestarino (1817-1874) e Maria Domenica Mazzarello (1837-1881).
Il periodo fascista coincise con la crisi del settore vitivinicolo, ma fu proprio in questi anni difficili che il paese contò il maggior numero di abitanti:1350-1400 persone.
Oggi il paese, dopo essere stato colpito dallo spopolamento delle campagne degli anni ’60 e ’70, ha trovato il suo equilibrio e spicca tra gli altri comuni per la piacevolezza e la suggestione dei luoghi, la sua natura incontaminata.
Mornese is a small town at the extreme hillsides of Alto Monferrato, which rises to 380 meters above sea level and counts 750 inhabitants.
The name is supposed to be derived from Molanesio, referring to the Latin words mulio, mulionis, and there is a hypothesis that its foundation has taken place due to Genovese muleteers. 
The town develops from the 13th century as a road network of considerable interests and according to tradition, the construction of the first castle dates back to this period.
The following centuries are characterized by a series of struggles and conflicts throughout all the territory which involved numerous clashes and political changes.
The 19th century gives birth to two great interpreters of religious sentiments: Don Domenico Pestarino (1817-1874) and Maria Domenica Mazzarello (1837-1881).
The fascist period coincides with the crisis in the wine sector, but during these years the town counts the largest number of inhabitants: 1350-1400 persons.
Today this town, after being hit by the small towns depopulation of the 1960s and 1970s, has found its balance and stands out among the other towns for the enjoyment and fascination of its places, a wide range of services and its uncontaminated nature.
18. il Castello | the Castle
La traccia originaria del castello risale al XIII secolo, quando la famiglia genovese dei Rosso della Volta costruisce una prima fortificazione. Nel secolo successivo, l’edificio passa nelle mani di vari feudatari tra cui i Doria. Nel 1404, la fortificazione è occupata e distrutta dalle truppe liguri, le quali non lasciano alcuna traccia dell’antica costruzione se non nelle muraglie che oggi racchiudono il giardino. Il castello è subito ricostruito dai Doria, ma è sottoposto a una grande opera di restauro e di ristrutturazione soltanto nel 1700, quando è adattato a residenza signorile, destinazione che mantiene tuttora. Notevoli sono le vestigia della fortificazione originaria: l’apparato a sporgere su beccatelli a doppia mensola in arenaria, la merlatura e la configurazione del mastio. L’aspetto richiama quello degli altri castelli genovesi del Monferrato con alcune particolarità che permettono di distinguerlo dagli altri: la pianta complessa e articolata che risente dell’edificio precedente e la presenza di due torri.
Il castello si presenta oggi in buono stato di conservazione.
The original trace of the castle dates back to the 13th century, when the Genovese family of Rosso della Volta constructs a first fortification. In the next century, the structure passes into the hands of various feudal lords, among which is Doria. In 1404 the fortification was occupied and destroyed by the Ligurian troops, which leave no traces of the ancient construction except the walls which today enclose the garden. The castle is immediately reconstructed by the Doria family, but is undergoing a major restoration and renovation work only in 1700, when it is adapted to a noble residence, the purpose which it still maintains. The remains of the original fortification are remarkable: the apparatus sticks out over counterfort of double sandstone shelf, the battlements and configuration of watchtower. The look recalls that of other Genovese castles of Monferrato with some peculiarities, which make it possible to distinguish it from the others: complex and articulated shape which shows the effects of the previous construction and the presence of two towers. The castle today appears to be well-preserved.
19. San Rocco | San Rocco 
La cappella di San Rocco si trova sulla strada che, uscendo dal paese, conduce a Montaldeo. Risalente al XVI secolo, viene costruita per chiedere l’intercessione di San Rocco nella difesa dalle ricorrenti pestilenze. San Rocco è una figura probabilmente leggendaria che, secondo la tradizione sarebbe venuto dalla Francia in Italia per prodigarsi durante le epidemie e sarebbe morto curando appunto i malati di peste. La chiesetta è di modeste dimensioni, in pietra, a navata unica e presenta sulla facciata un dipinto in cui è possibile distinguere San Rocco, raffigurato giovane, con barba, in abito da pellegrino e con un cane. La festa del Santo è celebrata con una funzione religiosa il 16 agosto.
The chapel of San Rocco is situated on the road, which leaving the town, leads to Montaldeo. Dating back to the 16th century, it is constructed to ask for the intercession of San Rocco in defense of the recurrent plagues. San Rocco is probably a legendary figure who according to tradition would come from France to Italy to do his best during the epidemics and would die curing the plagues stricken.
The churchlet is of modest dimensions, made out of stone, possesses a single nave and features a painting on the façade where it is possible to distinguish San Rocco, depicted young, with a beard, in a pilgrim dress and with a dog. The feast of the Saint is celebrated with a religious service on August 16th.
20. la chiesetta di N.S. di Pompei | the churchlet of our lady of Pompei
Questo edificio religioso si trova al trivio tra Mornese, Parodi Ligure e Montaldeo e costituisce punto di confine approssimativo dei tre comuni, nel luogo che in dialetto mornesino è indicato come Castagneiga. Essa viene costruita nel 1898 ed oggi si presenta restaurata grazie ai lavori che iniziarono nel 1995.
Sulla destra della facciata si erga un piccolo campanile, mentre l’interno è a navata unica adattata all’andamento della strada.
This religious building is situated at the junction between Mornese, Parodi Ligure and Montaldeo and is the approximate border of three towns, the place which in the dialect of Mornese is referred to as Castagneiga. It is constructed in 1898 and today is restored due to the renovation works that began in 1995.
On the right side of the façade is erected a small bell tower, while the interior is a single nave adapted to the course of the road.
21. i Benefizi | Benefizi
I Benefizi sono un borgo di case che si trova a circa 2,5 km dal centro di Mornese, completamente immerso tra vigne e prati.
Secondo la tradizione, si tratterebbe del primo nucleo abitativo del paese sorto intorno al XI-XII secolo. Il nucleo è rappresentato da due massicce costruzioni, che distano pochi palmi l’una dall’altra e che si caratterizzano per archi, terrazzi, tettucci, scalette, è inoltre presente una chiesetta, risalente al 1600, con una piazzetta antistante. I Benefizi sono un luogo molto tranquillo, abitato soltanto da 4-5 persone.
Benefizi is a small suburb of houses which is located around 2,5 km from the centre of Mornese, completely immersed among vineyards and meadows.
According to tradition it would be the first inhabited nucleus of the town around XI-XII centuries. The core is represented by two massive constructions which are situated within a couple of handbreadths one from another and are characterized by arches, terraces, small housetops and ladders, and there is also a churchlet dating back to 1600 with a small square in front of it. Benefizi is a very quiet place inhabited only by 4-5 people.
22. la natura | nature
 
Mornese è un luogo estremamente interessante sotto il profilo naturalistico ed ambientale; non a caso la maggior parte del territorio è ricoperto da boschi.
Grazie a questa sua caratteristica, è possibile intraprendere passeggiate di notevole interesse.
Il primo luogo in cui consigliamo di recarsi è la pineta, che offre la possibilità di passeggiate a piedi e a cavallo. Procedendo per la strada che conduce ai Mazzarelli, terminata Via Roma, sulla destra si prende Via San Carlo, fino a quando non ci si ritrova a un trivio.
Se si svolta a destra, si entra nel percorso verde seguendo la costa del monte in leggera salita, attraversando un bosco rado e luminoso che offre vedute incantevoli.
Se da S. Carlo si svolta a sinistra, si arriva ai Pianoni o meglio al Pian Ferlei, uno spiazzo in mezzo ai pini che permette di giocare a pallone o di fermarsi per un meritato riposo.
Se invece da San Carlo si procede per la strada principale, superata la cascina Mezza Montà, si giunge a un grande spiazzo, oltre il quale scorre il torrente Roverno, dove un tempo le donne venivano a lavare i panni. A sinistra dello spiazzo si trova un pietrone, il pietrone della Santa.
Mornese is an extremely interesting place in terms of its naturalistic and environmental characteristics. Not by chance the most part of the territory is covered by forests.
Thanks to this characteristic it is possible to undertake walks of considerable interest.
The first place we recommend to go to is the pine grove, where you can both walk and do horse-riding. Proceeding on the road which leads to Mazzarelli, after Via Roma, on the right you take Via San Carlo, until you find yourself at the junction.
If you turn to the right, you enter the green path following the upstream mountain slope, crossing sparse and radiant forest which offers lovely views.
If you turn to the left from San Carlo, you will come to the Pianoni or better to the Pian Ferlei, an open space in the midst of pine grove that allows you to play football or stop for a well-deserved rest.
If, instead, from San Carlo you proceed along the main road, after surpassing the Mezza Montà farmstead you reach a large open space beyond which flows the river Roverno, where women once washed the clothes. To the left of the open space there is a rock, the rock of the Saint.
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L’app MORNESEdaVivere è stata creata nell'ambito del progetto “Territori da Vivere” della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus, finanziato dalla Compagnia di San Paolo
Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso la messa in rete dei beni culturali-paesaggistici e dei soggetti di promozione locale. 
L'app ti permette di visitare tutti i luoghi d'interesse di Mornese, offrendone una descrizione dettagliata e la propria geolocalizzazione per raggiungere il bene nel minor tempo possibile. L'app è leggerissima perché aggancia quest'ultima sua funzionalità direttamente all'app Google Maps. 
Tramite l'app è possibile conoscere anche la vita e tutti i luoghi della Santa Maria Domenica Mazzarello. 
L'app collega direttamente al sito della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, al sito di Territori da Vivere, e a quello della Compagnia di San Paolo. 
Puoi anche leggere la descrizione dello stemma del Comune di Mornese e visitare il suo sito istituzionale.
The app MORNESEdaVivere app was created by the project “Territori da Vivere” of the professional school called Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus, financed by the organization Compagnia di San Paolo.
The project aims to valorise the territory through a networking of cultural-landscaping goods and local promotion subjects.
The application allows you to visit all the point of interest of Mornese, offering a detailed description and its geolocation to achieve the good in the least time possible. The app is lightweight because use Google Maps app for this latest feature.
With the app you can also know the life and all the spaces of Santa Maria Domenica Mazzarello.
The app links directly to the website of the Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus, of the project Territori da Vivere, and the one of Compagnia di San Paolo.
There’s also a part dedicate for the Municipality of Mornese where you can discover what represent the Coat of Army of Mornese.
Scarica la presentazione dell'App MORNESEdaVivere

Le fotografie utilizzate: ALEXALA - Tourist Board Alessandria & Monferrato by Carlo Lenti

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"Tecnico dell'Accoglienza Turistica"